Coinvolgimento attivo della cittadinanza e lotta (informata) al degrado urbano: queste le basi su cui si fonda un progetto per una riqualificazione vincente, secondo gli ideatori, e i fautori stessi, del progetto che vuol ridar vita al quartiere Toscanini (Aprilia), i cui lavori sono partiti lo scorso Luglio.
Progetto da subito inclusivo, sia nella fase di progettazione che in quella di realizzazione, che ha visto coinvolte molte figure di diverso profilo professionale, ma soprattutto la cittadinanza, richiamata a partecipare anche attivamente a focus group e incontri di discussione. L’idea di “Prossima Apertura” non è quindi quella di costruire qualcosa per i cittadini, ma con i cittadini. La vera volontà alla base non è infatti quella di recapitare da lontano un regalo (possibilmente) non gradito, ma quella di costruire insieme a loro un luogo di identità e di ritrovo sociale a cui gli abitanti si possano sentir legati sin da subito.
Prima ho parlato di una lotta informata al degrado urbano. Nel 1982 due scienziati sociali, James Q. Wilson e George L. Kelling, avanzarono una teoria: che il degrado urbano fosse capace, già di per sé, di incrementare il livello di vandalismo e di criminalità.
A dimostrazione di questo furono condotti diversi esperimenti per osservare il comportamento dei residenti, in distretti e città anche molto diversi tra loro, di fronte ad un contesto in disordine (come possono essere delle finestre rotte di un auto abbandonata per la strada, da cui la teoria prende il nome, ma anche, per esempio, la presenza di rifiuti lasciati in giro). In ogni realtà urbana, diversa per reddito, istruzione, ceto sociale dei cittadini, l’esperimento portava comunque ad un solo risultato: l’auto dai finestrini rotti veniva ulteriormente distrutta e vandalizzata, dagli abitanti di Palo Alto come da quelli del Bronx: non era quindi palesemente la povertà (propria del Bronx, distretto malfamato di NY, ma non certo della tranquilla Palo Alto, California) ad incrementare la criminalità, ma proprio l’esistenza stessa di un degrado, che spingeva i residenti ad incrementare il livello di disordine e a non prestar cura al decoro urbano. Ulteriori esperimenti, successivi all’uscita dell’articolo dei criminologi sociali, continuarono a confermare la teoria.
Anche a partire da queste conoscenze il progetto “Prossima Apertura” vuole dare nuova vita al Toscanini, quartiere di Aprilia (LT) da anni lasciato in uno stato di abbandono.
Ho avuto la possibilità di porre al gruppo di lavoro del progetto alcune domande per comprendere meglio cosa significhi davvero “Prossima Apertura”, ma soprattutto per indagare più a fondo sull’importanza di progetti del genere: progetti come ce ne sono pochi, ad oggi, in Italia, ma anche come ne servirebbero tanti.

Il concorso di architettura ci ha offerto l’opportunità di sperimentazione: il nostro progetto si presenta come un processo, che coinvolge la riqualificazione urbana a più livelli e non solo in chiave architettonica.
L’idea progettuale considera il “vuoto” di piazza Europa come elemento urbano da connettere alla realtà locale, alle strutture e agli spazi circostanti.
L’arrivo nel team dello studio ADLM, dopo la vittoria del concorso, ci ha permesso di mettere in pratica le proposte della fase concorsuale.
Per quanto riguarda lo stato di abbandono, che analizzando la zona non è diffuso su tutto il quartiere, si può far riferimento alla teoria delle finestre rotte: il degrado genera degrado. Crediamo che il coinvolgimento degli abitanti nella costruzione del luogo aumenti il senso di appartenenza, che porta a tutelare gli spazi in cui si vive, rigenerando contemporaneamente sia il decoro urbano sia il senso di sicurezza.
Il vostro scopo è quello di rigenerare una zona abbandonata ormai da tempo. Secondo voi, come si può restituire il quartiere ai suoi abitanti? Attraverso quali strutture in particolare avete deciso di farlo? Che svolgano quali funzioni (rigenerative, culturali, comunitarie, di ritrovo, commerciali ecc ecc)?
La particolarità di questo progetto sta nel suo processo. Il cantiere, per esempio, si aprirà al pubblico gradualmente, a differenza dei cantieri tradizionali che sottraggono un brano di città dall’inizio alla fine dei lavori. I laboratori di autocostruzione e i tavoli di coordinamento delle associazioni coinvolgeranno la popolazione sia nella fase realizzativa di alcune infrastrutture, sia nell’organizzazione e nella programmazione di alcune attività che animeranno il nuovo spazio.
Le professionalità coinvolte sono molte, alcune “aliene” rispetto ad un tradizionale appalto pubblico: architetti, psicologi, artisti, fotografi e videomaker.
Mi è parso di capire, leggendo la presentazione del vostro progetto, che la vostra idea non è soltanto quella di ridefinire uno spazio, ma di dargli la connotazione di un vero e proprio luogo di rilevanza sociale. Posso chiedervi di approfondire meglio questo punto?
Per noi dare rilevanza sociale ad un luogo significa pensare il rapporto tra cittadini e territorio non regolato unicamente da fattori strutturali dello spazio urbano o dall’accessibilità dei servizi, ma anche da dimensioni soggettive e da significati condivisi, che mediano il rapporto tra bisogni della comunità, fruizione degli spazi pubblici e partecipazione sociale. Con Prossima Apertura si integrano questi aspetti attraverso attività che vedono il coinvolgimento attivo della cittadinanza, dai focus group con le molte Associazioni attive e momenti di indagine sulla Cultura Locale, sino a workshop di costruzione di arredi temporanei per la piazza che sollecitino la cittadinanza a vivere ed abitare lo spazio costruito secondo diverse vocazioni. La temporaneità infatti, consentirà ai cittadini di riflettere e valutare le dinamiche attivate dall’uso di questi prototipi, confrontandosi con le aspettative e con ciò che effettivamente accadrà. Crediamo che questa riflessione e le azioni che ne succederanno possano contribuire alla costruzione dell’identità di questo nuovo spazio.I focus group (del 30 Maggio, del 7 e del 15 Aprile). Da voi sono stati utilizzati come occasioni di incontro, dialogo e compartecipazione; sono stati organizzati per rendere effettivo il desiderio di inclusione fattiva della cittadinanza voluto per Prossima Apertura. Come si sono svolti? Gli abitanti si sono dimostrati attivi e entusiasti per il progetto? Quale dinamiche si sono più approfondite in quella sede?
Ultima domanda; proprio il primo luglio si è finalmente visto l’avvio del cantiere. Come è iniziata questa prima sezione di lavori?